Potassio Plasmatico (K)

Pubblicato in Esami del sangue

Intervallo di riferimento

Valori di riferimento del Potassio Plasmatico: 3,5 – 5,3 mmol/l

Preparazione

digiuno minimo 8 h

Descrizione

Elettrolita principale all’interno della cellula, questo ione determina l’attività elettrica di membrana, contribuendo a regolarne il potenziale osmotico. Le quantità intracellulari di Potassio sono finemente regolate tramite un sistema attivo di membrana, noto come pompa sodio-potassio. Questo grande complesso proteico trasporta il K all’interno della cellula ed espelle Sodio all’esterno. Determinando l’attività elettrica di membrana ne consegue che da questo ione dipende l’eccitabilità delle cellule muscolari (cuore compreso! ) e nervose. Esiste un serio pericolo per il cuore quando il K raggiunge i 7 mmol/l!! In questi casi di iperkaliemia anche l’ECG mostra una chiara situazione di anormalità con lo sviluppo di onde T alte e appuntite.

Ma quali sono i primi sintomi che possono nascondere un aumento di Potassio plasmatico (situazione definita come iperkaliemia)?

Uno dei primi segnali di Potassio alto è la debolezza muscolare, la sensazione di intorpidimento a carico degli arti o di qualsiasi altra parte del corpo e/o di formicolio.

Quali invece le cause dell’iperkaliemia?

Tra le principali cause abbiamo senza dubbio un’insufficienza renale (i reni non sono più in grado di espellere il K con le urine), oppure un’acidosi (situazione questa in cui l’aumento degli ioni Idrogeno H causa una ridistribuzione degli ioni K al fine di mantenere una sorta di neutralità), eventi traumatici e/o patologie maligne (le cellule danneggiate rilasciano Potassio!)

Anche i casi di ipokaliemia sono altrettanto gravi per l’organismo.

In questa situazione abbiamo una diminuzione della concentrazione di K Plasmatico, che scende sotto i livelli di riferimento. Uno dei primi segni di potassio basso è la forte debolezza muscolare, a cui si associano spesso mancanza dei riflessi e aritmie cardiache. Tra le cause dell’ipokaliemia troviamo: perdite gastrointestinale (vomito, diarrea, fistola chirurgica), perdite renali (malattie renali, uso di diuretici, iperproduzione di aldosterone), alcalosi (i cambiamenti di concentrazione di ioni H causano sempre alterazioni nella concentrazione di ioni K!!). L’assunzione di Potassio con la dieta è estremamente variabile, come è altresì variabile la perdita. È il rene l’organo deputato ad eliminare gran parte del K ingerito, dunque, ne consegue che l’escrezione aumenterà in risposta ad un aumentato introito. Infatti, è proprio dalla sua concentrazione plasmatica che direttamente dipende l’eliminazione di K nelle urine.  Oltre ai reni, teniamo conto che una piccola percentuale di Potassio viene eliminata anche tramite sudore e feci.

Farmaci che potrebbero interferire nel dosaggio

L’utilizzo di diuretici, di Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), ACE, β-bloccanti, succinilcolina, l’anginina, ecc. possono provocare alterazioni di K plasmatico, causandone un aumento.


Nessun Esame Correlato.